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Il dibattito sulle autopsie, lanciato in Italia da Affaritaliani.it, ha rilevanza internazionale. Lo dimostra quanto accaduto in Germania, dove il medico legale di Amburgo Klaus Püschel ha recentemente attirato molta attenzione con le sue dichiarazioni sul coronavirus, e con uno studio sulle autopsie che ha aperto un forte dibattito. Avrebbero tutti avuto patologie pregresse, infatti, con il Covid che avrebbe sostanzialmente accelerato l’inevitabile.

D’altronde è dall’inizio della crisi che anche in Italia si fa presente come si muoia “con” il coronavirus e non sempre “per” il coronavirus, come ripetuto più volte da Borrelli nelle conferenze stampa della Protezione Civile. Ma quelle autopsie prima negate e ora consentite avrebbero potuto dare molti elementi utili e più velocemente.

Nonostante, come in Italia, all’inizio della crisi sanitaria fosse stato sconsigliato, Puschel ha effettuato circa 200 autopsie su pazienti morti ad Amburgo. E senza eccezione, tutti hanno avuto gravi malattie precedenti che avrebbero fortemente limitato la loro aspettativa di vita, ha sottolineato il medico. Non solo. “Sarebbe razionale classificare semplicemente la pandemia tra i molti pericoli e malattie che esistono nel mondo e nella vita. Continuo a vedere persone nel mio istituto che hanno deliberatamente accettato grandi rischi. Come fumatore, mentre si mangia, durante il sesso. Dovrebbero, purché non mettano in pericolo nessun altro. Viviamo la nostra vita finché ce l’abbiamo”, ha detto Puschel, in dichiarazioni che hanno fatto molto discutere.

A proposito degli anziani, Puschel ha detto che “hanno bisogno della loro famiglia”, chiedendo che possano esser lasciati nel loro letto. “Se questo virus entra in una casa di cura con persone molto anziane e molto malate, ci sono morti, sì. Ma anche lì sopravvivono. infastidisce: viene detto solo il lato negativo, non come può finire bene”. In un’intervista con Die Zeit, si scusa per la sua affermazione “Erano maturi”, che aveva precedentemente fatto. “Mi dispiace che alcune persone si siano sentite trattate con disprezzo da me, lo direi in modo diverso ora. Alcuni mi hanno scritto che non ho risposto affatto ai loro bisogni e che avevo dato una valutazione superficiale della vita umana in età avanzata. Mi dispiace e dico, che non faccio distinzioni tra vite vecchi e giovani “.

Fonte: Affari Italiani

 

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